La Musicoterapia

Cos'è la Musicoterapia.


"Noi siamo parte delle vibrazioni elettromagnetiche e sonore dell'Universo in cui siamo immersi" Carlo Ventura

L'Uomo conosce il potere del suono fin dalle origini, quando musica e medicina erano strettamente connesse, quindi è forse la più antica forma di terapia. L'uso della musica a scopi curativi risale infatti a più di tremila anni fa: in quel tempo la malattia era attribuita a spiriti maligni che venivano scacciati dal corpo e dalla mente con canzoni ritmiche accompagnate dal suono di tamburi o altri strumenti di percussione. Questo metodo fu poi utilizzato in tutti i riti e le cerimonie. La musica divenne così il mezzo dello sciamano per curare, celebrare, concentrare o rilassare il corpo e la mente. Attraversando velocemente l'evoluzione umana ne troviamo importanti tracce in tutte le antiche civiltà: 

  • gli Egizi attribuivano alla dea Iside, che presiedeva il governo delle emozioni e la purificazione dell'anima, la creazione delle melodie.

  • L'antica civiltà cinese (III sec. a.C.) mette in relazione i cinque elementi con un suono corrispondente.

  • In India la 'dottrina dei suoni' che curano fu approfondita e sperimentata fin dall'antichità ed è ancora oggi praticata in alcuni luoghi: alla base vi è l'idea di uno stretto rapporto tra la salute dell'uomo e la sua unione con l'Universo, che può essere ristabilito con la vibrazione sonora adatta.

Tornando ai giorni nostri... tutti noi conosciamo naturalmente e istintivamente infiniti modi con cui beneficiare degli effetti positivi della musica! Lo facciamo scegliendo una determinata musica la mattina per svegliarci, o come compagna di un viaggio o la sera per rilassarci o per accompagnare un momento personale importante da soli o in compagnia. O ancora quando andiamo al concerto del nostro musicista preferito. E poi c'è la musica che emettiamo cantando, fischiettando o intonando una ninna nanna per far addormentare un bimbo! E poi tanti e tanti modi ancora di fare ed ascoltare musica o addirittura di stare in silenzio, sì perché anche il silenzio è una forma di musica, sempre più difficile da sperimentare nella nostra epoca storica frenetica e rumorosa!
Per quanto riguarda Il termine 'musicoterapia', esso deriva dal greco 'musiké' rappresentazione dell'uomo in parola, suono e movimento e 'therapeia' assistenza, cura, guarigione. 
Possiamo quindi considerarla una scienza che tiene in considerazione il rapporto biologico e psicologico fra l'uomo e il suono ed elabora strategie per migliorare, mantenere o ristabilire la salute di soggetti con problemi fisici, emotivi o psicologici, secondo metodi propri di ricerca, analisi e intervento attuate da un musicoterapista o un musico terapeuta.
Di seguito cito solo alcune delle moltissime teorie e/o tecniche maggiormente diffuse:

  • ISO - strumento intermediario (Rolando Berenzon)

  • Musicoterapia Analistica (Mary Priestley), Umanistica (Giulia Cremaschi) Psicosomatica (Francesco Palmirotta)

  • Orecchio Elettronico (Alfred Tomatis)

  • Euritmia (Rudolf Steiner)

  • Cimatica (Chladni-Jenny)


Musicoterapia ed effetti:

  • Musicoterapia e linguaggio: uno delle tecniche migliori per intervenire in quest'ambito è l'Orecchio Elettronico creato dal dr. Alfred Tomatis. Essa si basa sull'ascolto, in apposite cuffie, di brani scelti con frequenze acute (generalmente brani di Mozart alternati a Canti Gregoriani) che vanno a stimolare e dare energia al sistema nervoso. Gli studi di Tomatis si sono concentrati sui disturbi di comunicazione e linguaggio, in particolar modo sull'autismo infantile ma persone di tutte le età possono ottenere diversi benefici come: rilassamento, benessere psicofisico, miglioramento nella comunicazione e nel canto. Infatti anche alcuni artisti famosi hanno avuto benefici dal metodo Tomatis come ad esempio: Gerard Depardieu, Maria Callas, Sting.

 

  • Musicoterapia e anziani: Alzheimer e Demenza senile. Nel 2001 l'American Academy of Neurology ha indicato la musicoterapia come una tecnica per migliorare le attività funzionali e ridurre i disturbi del comportamento nella demenza senile e nel malato di Alzheimer. Questo è possibile perché la musica sembra rivelarsi una 'strada privilegiata' per contattare il 'cuore' dei malati che preservano intatte alcune abilità e competenze musicali (intonazione, ritmo, tonalità). Durante le sedute i pazienti cantano canzoni popolari, ballano, danzano o ascoltano musica dal vivo, sempre con l'attenzione che non si sentano a disagio o non vengano fatte richieste superiori alle loro capacità. Gli obiettivi sono migliorare la socializzazione, contenere l'aggressività, accrescere l'autostima, favorire e/o mantenere la memoria e le abilità motorie.​​​​​​

 

  • Musicoterapia e stress: uno studio del dr. Barry Bittman, direttore del Mind-Body Wellness Center di Meadville e pubblicato nel 2005, dimostra per la prima volta che la pratica musicale amatoriale può rovesciare più componenti della reazione allo stress umano, a livello di genoma. Questo apre nuovi orizzonti ad interventi non farmacologi e 'dolci' per contrastare uno dei flagelli dell'età contemporanea. Musicoterapia e stress: gli impegni della vita quotidiana ci impongono dei ritmi spesso frenetici, la nostra mente viene stimolata continuamente da input, se a questo 'carico' fisico ed emotivo non si riescono ad alternare a momenti di relax psicofisico possono arrivare dei malesseri sotto forma di disturbi di digestione, mal di testa o difficoltà respiratorie o insonnia, tutti segnali di stress. Uno degli strumenti che può aiutare ad abbassarne il livello è proprio la musica, sia come ascolto passivo che come canto o infine suonando uno strumento. La musica può rilassare i muscoli, regolarizzare il respiro e il battito cardiaco, rilassare la mente... e non solo per gli adulti, la musica è sempre più utilizzata all'interno degli asili nido come ottimo aiuto per abbassare la tensione e lo stress dei bambini dovuti al distacco, pur se temporaneo, dai genitori e per aiutarli dolcemente a 'fare la nanna'. Tutte queste azioni sono possibili grazie al suo effetto fisiologico di diminuire il livello di cortisolo (un ormone associato allo stress) e liberare endorfine, che hanno invece proprietà rilassanti, euforizzanti ed antidolorifiche

 

  • Musicoterapia e dolore: la musica ha un effetto analgesico. È quanto hanno dimostrato la Javeriana University School of Medicine di Bogotà il dipartimento di anestesia del Tufs - New England Medical Center in uno studio pubblicato sulla rivista Cochrane Library. Si pensa che le note creino rilassamento, riducano l'ansia, distraggano il paziente diminuendo di conseguenza il dolore fisico e quindi potrebbe diventare un ottimo alleato dei reparti post-operatori. Musicoterapia e dolore: La musica stimola molte aree del cervello come, ad esempio, quella uditiva, motoria e limbica, associata alle emozioni, di conseguenza influisce sul battito cardiaco, la pressione sanguigna, la respirazione (aumenta la quantità di ossigeno disponibile) il livello di alcuni ormoni, specialmente il cortisolo e le endorfine. Questo può chiarire perché sia così efficace anche sulla gestione del dolore. Aiuta infatti a ridurre sia la sensazione che l’angoscia del dolore cronico e di quello post operatorio. Ascoltare musica infatti può ridurre il dolore cronico legato a diverse patologie tra cui l’osteoartrite e la fibromialgia (su cui stato fatto uno specifico studio in Spagna). Ecco il motivo che la vede sempre più presente, anche se non ancora abbastanza, negli ospedali: usando la musica si riduce l’assunzione di farmaci durante il parto, per il dolore post-operatorio e va' ad integrare l’uso dell’anestesia durante gli interventi chirurgici in genere. La musica viene utilizzata anche in pazienti terminali malati di cancro (Hilliard RE, 2003) per il controllo del dolore e favorire il benessere fisico ed il rilassamento, probabilmente grazie al maggior rilascio di endorfine conseguente all'ascolto.

 

  • Musicoterapia e gravidanza: un paragrafo particolare merita questo argomento! È oramai accertato che l'utero è un 'luogo sonoro' nel quale il feto matura la propria capacità di udire, interagire e rispondere. Il feto sente prima per via tattile e poi dal 6^ mese di gestazione anche per via uditiva: percepisce sia i suoni interni del corpo materno che quelli esterni dell'ambiente circostante. Tra tutti emerge il suono del battito cardiaco materno, che maschera gli altri rumori. La voce materna  risulta per lui sia interna che esterna e deformata. Il feto non riconosce le singole parole ma la 'musica' del linguaggio con la quale stabilisce un primo contatto con i genitori. Sì perché è importante che non solo la madre ma anche il padre parlino e cantino al nascituro, creando così sia un primo legame familiare che un sentimento di fiducia nella vita. In varie parti del mondo è usanza cantare durante la gravidanza ed il parto, anche se con modalità diverse. Questa pratica è di aiuto sia al feto per conoscere la voce della mamma e per un senso di serenità, sia alla madre che utilizzando il canto si riempie di energia, allontana la tensione e l'ansia. Per quanto riguarda la scelta delle musiche da far ascoltare al feto, gli studi fatti da M.Clements hanno rilevato che mentre Brahms e Beethoven lo agitano, Vivaldi e Mozart lo calmano e la musica rock... lo scatena. A proposito dell'importanza dell’esperienza sonora fetale, uno studio condotto da D.J. Shether ha dimostrato che bambini tra i due e i cinque anni, esposti alla stimolazione musicale nella vita prenatale, sono in grado di fare discorsi organizzati e memorizzare e cantare canzoni anche lunghe. Infine cito che l'utilizzo dell'audioanalgesia in ostetrica, cioè dell'ascolto di una musica dolce nell'intervallo tra le contrazioni uterine, rileva un maggior e miglior controllo del dolore durante il travaglio.


Dopo quanto scritto sull'azione della musica sul nostro corpo e le nostre emozioni, è facilmente intuibile la grande importanza che  assume la scelta della musica. 
Se parliamo di un Centro Benessere dove l’obiettivo primario è quello di far vivere al cliente un momento totale di relax psicofisico la scelta accurata della musica, anche a seconda dell'ambiente è un aspetto molto importante, poiché determina in modo significativo la risposta del cliente.
Coloro che lavorano nel settore del benessere devono saper scegliere consapevolmente i brani più adeguati ad ogni singolo ambiente del centro: alcune musiche sono più adatte alla reception, mentre altre sono specifiche per la sala massaggi e, volendo essere più precisi, anche per uno specifico tipo di massaggio. Se parliamo per esempio di un massaggio rilassante sceglieremo una musica, preferibilmente non cantata, ottime quelle con i suoni della natura, specialmente dell'acqua, sottofondo. Consigliabile al termine del trattamento di lasciare per qualche minuto il cliente in posizione rilassata, con una musica di sottofondo per riportarlo alla realtà lentamente, prolungando così l’effetto benessere che sarà più efficace e duraturo e rimarrà nella sua memoria come una 'piacevole esperienza'.
Un ultimo suggerimento: se vogliamo far vivere alla cliente un'esperienza sensoriale completa e appagante è altrettanto importante, oltre alla musica, scegliere il colore da diffondere nella stanza e l'aroma da nebulizzare durante la seduta, che naturalmente devono essere in 'totale sintonia'. Un esempio: in un massaggio rilassante userò una melodia lenta e avvolgente a cui abbinerò la diffusione di un olio essenziale calmante tipo lavanda o melissa e infine irraggerò la stanza di azzurro o verde. Se infine le offriremo una tisana 'a tema'....avremo un effetto avvolgente, completo, avendo coinvolto tutti i cinque sensi!!!

 

ISO Benessere con il lettino Vivaldi e la chaise longue Note racchiude insieme i benefici della musica e quelli della bibroacustica permettendo al cliente di raggiungere un relax psicofisico completo. 

La musica è un elemento fondamentale per ISO Benessere e proprio per questo molte delle apparecchiature possono beneficiare di questo vantaggio come una caratteristica inclusa. 

Vieni a conoscere i nostri prodotti!